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«Io mangio solo radici perché le radici sono importanti», queste le semplici, ma pregnanti parole, della “santa”, la suora pluricentenaria del film premio Oscar 2014 "La grande bellezza" di Paolo Sorrentino.
 
E, giovedì 21 febbraio, a conclusione del ciclo di tre incontri di formazione, alcuni alunni delle classi 3^ e 4^ di tutti gli indirizzi dei Licei, comprese la 2^E e la 2^I, accompagnati da alcuni docenti, Giovanni Belcastro, Annarita Borrelli, Franca Rosalia Gallo, Domenica Nucera, Alessia Via e la sottoscritta, con la partecipazione straordinaria di un ex docente, Pino Barberio, sotto la professionale e inappuntabile guida del Presidente del Centro Internazionale di Studi Gioachimiti, il prof Riccardo Succurro, siamo andati alla scoperta dei tesori dell'Abbazia e, quindi, delle nostre radici.
 
A volte, pensiamo di sapere tutto di quello che abbiamo vicino, perché lo diamo per scontato, ma, in realtà, questo tutto diventa nulla, quando ci vengono raccontati dei dettagli, sulla nostra storia locale, che noi non conoscevamo. 
 
Così, dall'osservazione dell'arco Normanno, meglio definito come arco Florense, che ci ha visti tutti con il naso all'insù, mentre gli occhi venivano incantati da quelle pietre antichissime, perfettamente incastrate tra di loro, che avevano come sfondo l'azzurro del cielo, fino alla visita della fredda, ma magnifica cripta dell'Abbazia, varcando il superbo portale, attraversando l'imponente navata centrale, ammirando lo straordinario coro ligneo e il suggestivo altare, e soffermandoci davanti all'urna contenente i resti dell'Abate Gioacchino da Fiore, ci sono state raccontate storie e descritti, dalla ferma, chiara e accattivante voce del Presidente, a cui si sono aggiunte anche preziose integrazioni ad opera del prof Giovanni Belcastro, tesori che non pensavamo di avere!
 
La visita si è conclusa con la citazione, sempre da parte del Prof Succurro, dei vv.139-141 del XII canto del Paradiso di Dante "...e lucemi dallato / il calavrese abate Giovacchino / di spirito profetico dotato" a suggello della grandezza di questo nostro illustre concittadino.
 
Queste le nostre radici che tutti dovremmo "mangiare" per tutelare e valorizzare il patrimonio che possediamo, ma che, spesso, rifiutiamo per altri "cibi" lontani dalle nostre tradizioni.
 
A tutti i ragazzi che hanno partecipato a questa esaltante esperienza voglio dire di custodire, nella loro mente, quanto loro raccontato, spiegato e illustrato per poi poterlo loro stessi raccontare, spiegare e illustrare con la stessa sicurezza di chi lo ha fatto per loro, perché "qui si parrà" loro "nobilititate" : "rem tene verba sequentur", "padroneggia la materia, le parole seguiranno" . 
 
Maria Gabriella Militerno